Chiedere scusa senza “scuse”
Ciao oggi parliamo di uno degli argomenti più “delicati” del nostro programma di Sviluppo Personale e cioè le relazioni personali. Ovviamente anche nel lavoro abbiamo mille rapporti con colleghi, clienti, superiori, ecc. e anche se talvolta relazioni personali si mescolano con quelle professionali, è utile distinguere tra queste due grandi categorie.
Nel nostro corso n.12 trattiamo dei 3 sotto gruppi di relazioni personali: famiglia, amicizia, amore. Tale distinzione non è “rigida” ma semplicemente utile a capire meglio alcune differenze e peculiarità che se trascurate possono creare divergenze e difficoltà.
Oggi invece parliamo di un tema trasversale a quasi tutti i rapporti… un tema per molti “imbarazzante” ma che a tutti prima o poi tocca di affrontare: chiedere scusa a qualcuno.
Come nello stile della Nuova Psicologia Applicata, cerchiamo di semplificare senza banalizzare e chiediamoci: cosa significa chiedere scusa? Perché alcune persone non sembrano farlo volentieri? Perché invece è importante farlo e farlo bene?
Sgombriamo il campo da un’idea banale: chiedere scusa non è solo una questione di educazione ma è qualcosa di più “profondo” che riguarda la nostra idea del mondo e di “perfezione”. Cioè???
Significa che le persone che non amano chiedere scusa, non è che non hanno questa “usanza”, non è che non gli è stato insegnata questa educazione… ma piuttosto hanno imparato qualcosa di “strano” e potenzialmente sbagliato in merito al significato di “scusa”.
Per tanti, chiedere scusa significa ammettere un errore, manifestare la propria debolezza, addirittura esporsi al rischio che gli altri approfittino di noi… Magari tutto questo è a livello inconsapevole ma è facile immaginare che chi non chiede mai scusa, abbia associato qualcosa di doloroso a tale pratica.
In realtà chiedere scusa significa solamente una cosa: dire che “non siamo riusciti a perseguire un buon intento”. Mi spiego meglio: quando chiediamo scusa a qualcuno, per quello che abbiamo fatto o per quello che non abbiamo fatto, significa solamente che avevamo certe intenzioni che coinvolgevano anche la persona e non siamo riusciti a portarle a termine.
Può essere un banale ritardo, oppure una frase “poco felice”, un gesto scontroso o un favore negato… qualunque cosa possiamo aver fatto che abbia arrecato un piccolo danno ad un altro, chiedere scusa significa chiarirci sulle nostre reali intenzioni.
Ecco il punto chiave: quali sono le nostre reali intenzioni? Se io “onestamente” voglio arrecar danno a qualcuno e ci riesco… allora paradossalmente non dovrei chiedere scusa! Se veramente desidero ostacolare qualcuno, per i miei motivi, dovrei semplicemente considerare se ne vale la pena oppure no… ma poi se realmente opto per “attaccare” allora le scuse non c’entrano e sarebbero solo false.
Al contrario chiedere scusa è “giusto e facile” se le mie intenzioni sono “positive” ma poi all’atto pratico le mie azioni risultano negative, cioè se non riesco a perseguire il mio intento positivo.
Quindi possiamo dire che chiedere scusa significa manifestare le proprie “buone intenzioni” e ammettere di non essere riusciti a perseguirle appieno.
Quindi le “scuse” non sono “scuse” intese come sinonimo di “giustificazione” ma sono piuttosto un sinonimo di “spiegazione”. Chiedendo scusa a qualcuno che ha subito un piccolo o grande danno a causa nostra, vogliamo solo spiegare l’intenzione positiva del nostro gesto e capire dove qualcosa non ha funzionato!
Anche se impariamo a vederla in questi termini non è sempre facile offrire queste scuse/spiegazioni perché bisogna saper trovare le parole giuste, il tono giusto e soprattutto la sicurezza in se stessi di ammettere le proprie inefficienze anche se la “forza” delle buone intenzioni ci sarà d’aiuto.
Ogni genere di relazione può migliorare tantissimo se impariamo a spiegare le nostre intenzioni e persino il nostro rapporto con noi stessi può migliorare se sapessimo perdonarci qualche errore.
Se vuoi riflettere meglio sull’importanza di coltivare relazioni armoniose e sulle migliori idee e distinzioni utili a farlo, dovresti fare il nostro Corso N.12… che come sai è l’ultimo del programma dell’Accademia.
In questi giorni “natalizi” c’è una super offerta per avere subito tutti i 12 corsi a un prezzo che solo “babbo Natale” poteva portarci… vai a controllare!!
Un saluto caro
Sebastiano Todero
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In effetti tante persone, me compreso per alcuni aspetti e con determinate persone, lo “scusa” mi puo’ sembrare un ammissione di debolezza, dunque la domanda intelligente e potenziante è : “come posso dare il significato e l’interpretazione piu positiva a questa parola”?

Bhé confermo il bellissimo post del Dott. Todero, e credo che un metodo giusto per iniziare a liberrarsi di quest gabbia mentale che non ci fa chiedere scusa, sia anche che all’inizio si puo’ cominciare tralasciando di dire la parola sucsa, ma spiegando appunto nel dettaglio cio’ che erano le nostre intenzioni e dove non abbiamo riuscito nel nostro ottimo, cosi facendo si lascia tra le righe capire all’altro intercolcuptore le nostre scuse e allo stesso tempo puntualizziamo la nostra “buona fede”; via via poi col tempo ci verraà piu naturale aggiungere oltre all aspiegazione delle nostre buone intenzioni, aggiungere “scusami se non ho centrato a pieno le aspettative, le mie e le tue.”
Grazie Vincenzo e come capita spesso condivido con te l’idea della gradualità.
Il primo passo è associare il “chiedere scusa” come una volontà di dare “spiegazioni” e non giustificazioni: questa è una distinzione importante.
Bisogna imparare a farlo bene perchè alle persone non piace chi si giustifica poichè appare come l’esatto opposto del chiedere scusa!!
Mentre dire “scusami se non sono riuscito a centrare le mie e le tue aspettative” è molto meglio!
Avanti così Vincenzo
Sebastiano
P.S. hai visto che abbiamo messo la tua bella testimonianza nella home page dell’Accademia? Grazie anche per quello!