Fare i coplimenti senza “leccare il c..o”
Hai mai sentito qualcuno dire: << mi dispiace sai…. ma io non son disposto a “leccare il c..o” a nessuno! Io non faccio complimenti perchè non mi piacciono i ruffiani! >>
Immagino di si e forse tu stesso la pensi così! Beh anche io credo che non si debba mai “leccare” e che i ruffiani siano una brutta razza…. eppure oggi voglio parlarti della comunicazione emotiva in ambito professionale. Più in generale ne parliamo nel Corso N.08 dell’Accademia ma oggi vediamo in particolare il tema dei complimenti e apprezzamenti tra colleghi e superiori.
Prima di tutto chiariamo un punto: fare complimenti, apprezzamenti o dichiarare la propria stima per dei colleghi è una cosa importante, perchè migliora le relazioni, rende più solidali, crea affiatamento e in generale migliora l’umore del contesto lavorativo.
I professionisti migliori sono quelli che, a parità di competenze tecniche, sanno anche usare la loro comunicazione e abilità relazionale per stabilire rapporti piacevoli con i colleghi. Questo è provato e riprovato in 1000 ricerche e studi a partire da quelli di Goleman sull’Intelligenza Emotiva al lavoro e la leadership emotiva.
Ad ogni modo, anche senza citare i grandi nomi della psicologia, sarai d’accordo che in un clima in cui le persone si apprezzano e stimano, si lavora meglio, che ricevere un complimento sincero fa sempre piacere e che vedere apprezzato il proprio lavoro è gratificante. Su questo non si discute.
In definitiva stiamo parlando del “tasso di complimenti” che circolano nel nostro ufficio o posto di lavoro! Cioè a dire, quanti complimenti facciamo e riceviamo! Ma ancora più importante è la qualità di questi complimenti….
Proprio questo è il punto: tutti noi siamo sensibili alla “qualità dei complimenti” e per dirlo in parole povere vogliamo che siano sinceri perchè a nessuno piacciono i “falsi e ruffiani“.
In realtà i ruffiani sono una categoria “strana”, cioè sono persone che hanno buone intenzioni ma pessime abilità… perchè il loro scopo è quello di “dare piacere all’altro” proprio facendo un complimento, ma lo fanno male perchè ne fanno troppi e nel modo sbagliato.
Quindi noi tutti gradiamo ricevere complimenti sinceri e dovremmo essere disposti a farne di sinceri!
Cosa rende allora un complimento “sincero”? Beh ovviamente il fatto che tu pensi veramente quello che dici… ma purtroppo non basta! C’è un altro fattore più critico che fa percepire i nostri complimenti come sinceri o non sinceri. Questo fattore è la “precisione e la specificità” che è il contrario della “vaghezza e genericità“.
Per capire di cosa si tratta facciamo subito un esempio;
un complimento “vago e generico” potrebbe essere: << ti apprezzo molto e sei un collega in gamba >>
Qual’è il problema di questo complimento? rischia fortemente di esser preso per “falso” perchè è troppo vago e generico” anche se potrebbe essere sincero!
Vediamo invece un complimento che rispetta precisione e specificità: << l’altro giorno alle 10, dopo la riunione… ho apprezzato il fatto che mi hai aiutato a sistemare quelle lettere e mi piace come impagini i documenti >>
Qual’è il pregio di questo complimento? che è molto credibile perchè fa riferimento a una qualità specifica del collega e dice chiaramente quando l’abbiamo notata. Ad un commendo così preciso non si può non credere e oltretutto è (per chi si vergogna) più facile da dire.
Quindi quando comunichiamo emotivamente in ambito professionale, evitiamo di fare complimenti globali, tipo << mi piaci, di stimo, sei speciale, sui forte, sei in gamba, ecc..>> ma preferiamo i complimenti precisi tipo << hai fatto bene X, mi piace il tuo modo di gestire Y, apprezzo la tua capacità Z, ecc.. >>
Sono moltissime le abilità di comunicazione emotiva che possiamo imparare e il nostro Corso N.08 dell’Accademia è completamente dedicato a questo, per aiutarti a comunicare meglio al lavoro ma anche in famiglia e persino con te stesso! Per frequentare l’Accademia basta un piccolissimo investimento che puoi iniziare con solo 1€ anche adesso.
Un saluto caro
Sebastiano Todero
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Parole sante.
Auguri di Buon Natale
Massimo
Ciao Massimo
Hai visto…. il tema non è Natalizio ma le parole sono “sante”
Grazie per la stima
Buone feste anche a te
Sebastiano
Eh già Massimo sono proprio d’accordo…
“parole sante”
Buone feste
Gennaro
Non ho riso quando vi ho visti “ridicoli”, ma all/incipit che è venuto dopo, cioè fai i complimenti, ma non lecc il c.lo. Bravi , dalle specificazioni seguite ho imparato. Buon natale a tutto lo staf da Marisa