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Lei o il lavoro?

Questa storia riguarda l’area Professionale e se vuoi saperne di più ne parliamo nel Programma dell’Accademia dei Miglioramenti

Marco PC racconta:

“lei o il lavoro?”

… da qualche settimana sono riuscito a farmi approvare un progetto di lavoro a cui tengo moltissimo e io sono completamente “gasato” per tutte le cose che ho da fare e che inseguivo da mesi…
Il problema è con la mia compagna che vede come “esagerato” l’impegno che profondo e sostiene che la trascuro e non so dare priorità alle cose.
Io mi rendo conto che ha un pò ragione ma d’altra parte la mia testa in questo momento è veramente assorbita da questo progetto.
Che fare? cerco di ridurre il lavoro o cerco di convincere lei a darmi i miei spazi?
Mi sembra di fare un torto in ogni caso!! o a lei o a me e al lavoro…..

* * * * * * * * * * * FINE della STORIA * * * * * * * * * * * * * *
e adesso:

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Categories: Reality BLOG Show
  1. Roberto
    Marzo 14th, 2009 at 14:25 | #1

    Voto questa storia perchè è più frequente di quanto si possa pensare.
    Come avvocato divorzista mi accorgo che questa è una delle principali cause di separazione. Basterebbe che le coppie ne fossero più consapevoli per poter trovare la soluzione migliorando la comunicazione e l’uso delle emozioni.

    Purtroppo queste cose nessuno ce le insegna, se non la vita a suon di mazzate.

    Questo blog è notevole. Complimenti

  2. micol
    Marzo 14th, 2009 at 15:38 | #2

    mi piace la storia di marco

  3. Anto
    Marzo 14th, 2009 at 17:37 | #3

    …ma xké l’egoismo guida così spesso la visione del rapporto da parte di così tante persone innamorate? Mi auguro che la ragazza di Marco si sforzi a trovare un compromesso, senza metterlo davanti ad una scelta.

  4. Nicol
    Marzo 14th, 2009 at 20:07 | #4

    Voto questa storia perchè sottolinea un aspetto fondamentale dell’amore. Amore è anche lasciare all’altro i suoi “spazi” senza che debba chiederli o imporli, senza che debba sentirsi in colpa o in imbarazzo. A maggior ragione in questo caso dove lo spazio necessario dovrebbe essere dedicato al lavoro.
    La coppia chiusa in se stessa finisce per scoppiare. La coppia non è un cosa unica è l’insieme di due identità che si “nutrono” anche all’esterno … senza l’apporto individuale di novità, di crescita, di creatività si finisce ben presto a non avere più nulla da dirsi.
    La ragazza di Marco dovrebbe riflettere molto su questo e,se ama davvero,affrontare le sue insicurezze.

  5. Doris
    Marzo 15th, 2009 at 10:47 | #5

    Ha ragione Nicol ad affermare che questa situazione nasce dall’insicurezza di Nicol, nel senso che ha paura che Marco sia completamente assorbito dal suo nuovo impegno da trascurare lei. Avrei un consiglio per Marco: coinvolgere la sua ragazza nel nuovo progetto affidandogli una parte o facendola sentire parte di esso chiedendogli consigli o altro. In questo modo si sentirà parte della stessa squadra e non messa in panchina.
    … a volte dagli altri pretendiamo di più di quello che riescano a darci in quel momento ma non significa che non possiamo aiutarle a crescere ed aspettare che si risintonizzino sulla nostra frequenza…
    In bocca al lupo a Marco.

  6. Alberto
    Marzo 16th, 2009 at 11:34 | #6

    Conosco bene la situazione… Non è facile ma bisogna imparare a farsi valere con rispetto. A me sono serviti i corsi di comunicazione efficace. Valuterò anche i vostri. Bel sito. Alberto

  7. GIPPO71
    Marzo 18th, 2009 at 13:09 | #7

    Io mi dissocio, nel senso che quando mi capitano queste situazioni in cui è coinvolta da una parte la mia parte emotiva e dall’altra qualla razionale tendo a vedere la situazione da una prospettiva esterna, anche perchè se no tenderei naturalmente a sopravvalutare quella che ha maggior impatto emotivo al momento, e non è detto che sia quella migliore in assoluto. se invece uno guarda la propria situazione dall’esterno e si chiede quali siano gli aspetti che considera più importanti oggettivamente (famiglia-lavoro- proprio benessere ) probabilmente avra’ ben chiaro quali sono per lui i valori fine e i valori mezzo e potrà scegliere la decisione migliore e non quella più urgente.
    In generale non esiste una soluzione che massimizza il tutto tranne quella di far essere felice la ragazza del tuo lavoro (magari se è un po’ materialista gli compri con un piccolo sforzo un bell’anello o meglio ancora due biglietti per passare una settimana da soli in un albergo romantico o su una spiaggia del mar rosso) tuttavia ti dico che per quanto mi riguarda io tra lavoro e vita affettiva scelgo la seconda, anche perche la prima senza la seconda è veramente inutile, tra vita affettiva e benessere personale scelgo ancora la seconda perchè vivere una vita affettiva che non ti fà star bene interiormente e’ altrettanto inutile,io per cui fossi in te non avrei molti dubbi, se ritieni che la tua ragazza è più importante per il tuo benessere personale del lavoro allora concentrati su di lei , se invece ritieni che per il tuo benessere personale sia più importante il lavoro ,allora probabilmente vuol dire che lei non è la ragazza per te e allora buttati sul lavoro senza nessuna preoccupazione se non quella di chiarire alla tua ragazza la realtà dei fatti, se non altro per avere una certa etica personale che a mio modo di vedere è uno dei valori fondamentali per avere e mantenere un benessere fisico e mentale.

    per cui per me la prima cosa che si dovrebbe cercare è il proprio benessere fisico e mentale, se poi questo sia dato dal lavoro o dalla vita sociale e affetiva e’ una questione prettamente personale

  8. Marzo 18th, 2009 at 16:42 | #8

    Ciao GIPPO
    parole “sagge” le tue!! :-)
    No scherzi a parte, condividiamo pienamente i tuoi consigli e non è un caso che tu sia uno dei nostri “Amici e Studenti” in Accademia dei Miglioramenti!
    Guarda è proprio questo lo spirito del BLOG: aiutare anche chi non è iscritto a usare la psicologia in modo “semplice e saggio”, proprio come hai fatto tu!

    Grazie e continua a seguirci anche qui nel Reality Show

  9. Giugno 3rd, 2009 at 15:01 | #9

    Nella mia esperienza personale c’è stato un coinvolgimento diretto di mia moglie in tutti i miei percorsi di crescita. Lei si è sempre sentita parte integrante e non ha mai messo in discussione i miei impegni.
    In questo ci vuole grande abilità di mediazione e capacità di comunicare.

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