Ansia da “Muro di Berlino mentale”…
Ciao!
Sono vent’anni che è caduto il muro di Berlino.
Bastò una notte per costruirlo … venne su quasi in sordina (lo stesso Kennedy lo seppe dopo diverse ore).
Quasi trent’anni dopo… fu sufficiente una notte per abbatterlo, con clamore mondiale.
Leggevo che, a distanza di 20 anni, ci sono ancora molti tedeschi che non hanno abbattuto il ‘muro mentale’, inteso come riflesso interiore di quel muro di cemento che per tanti anni divise la loro nazione.
Il modo per aprire le ‘gabbie mentali’ e per liberarsi di convinzioni limitanti che abbiamo da anni, è un argomento che trattiamo nel Corso n. 8 dell’Accademia, ma qui ti parlo del “muro di Berlino” perchè per molti abitanti di quella città è ancora difficile aprire la mente e adattarsi ad una società in cui lo stato non è più né padrone né protettore, e lascia ai propri cittadini maggiore libertà di iniziativa e di movimento, ma con minore assistenza.
Insomma, molti ex tedeschi orientali non si sono ancora abituati all’economia di ‘mercato’, perchè spesso eliminata la gabbia fisica, riconquistare la libertà non sempre è automatico, dato che la gabbia mentale può essere molto più potente.
Parlando di gabbie mentali ho trovato interessante leggere della vicenda di quell’orso che, in attesa che venisse completato il suo habitat all’interno di uno zoo, venne tenuto in una gabbia molto piccola, posizionata all’interno dell’habitat stesso. In questa gabbia l’animale, se voleva camminare qualche metro, doveva andare avanti, voltarsi e tornare ed indietro tra le due pareti opposte. L’orso fece questo per mesi.
Dopo che la gabbia venne aperta e rimossa fisicamente, l’animale continuò a muoversi ancora per diversi mesi all’interno di quell’area, pur disponendo ora di un habitat molto più ampio, con tanto di caverna dove ripararsi e nutrirsi e laghetto artificiale dove nuotare.
Spesso viviamo in un contesto e ci fabbrichiamo le convinzioni su cosa sia possibile fare o non fare; convinzioni che ci permettono di vivere (o sopravvivere) in quel contesto. Queste diventano abitudini per cui quando il contesto cambia - o cambiano le regole - non siamo in grado di muoverci abbastanza rapidamente e questo a volte comporta perdere delle opportunità importanti.
Un cambiamento in ambito professionale, cosa che accade continuamente di questi tempi, comporta delle opportunità per chi ha già degli obiettivi e delle abilità per perseguirli. Infatti, qualcosa che sembrava difficile se non impossibile, può diventare fattibile o addirittura facile.
Potrebbe allora essere utile essere preparati, sviluppando tutte quelle abilità e convinzioni che possano supportarci nel cogliere e gestire al meglio le situazioni che la vita ci mette davanti.
In Accademia trattiamo un percorso adeguatamente strutturato in cui puoi imparare a riconoscere e cavalcare l’onda delle opportunità che la vita ti propone continuamente, in modo da lavorare ai tuoi obiettivi in modo efficace e flessibile.
Questo percorso non dura “20 anni”
e chi lo ha già portato a termine ne parla in modo entusiasta.
Ad ogni modo il percorso inizia con il 1° passo che costa solo 1€ e permette di frequentare il Corso N.1per farsi un’idea e poi decidere se continuare o no.
Ti auguro una vita senza “muri mentali”
e se vuoi ti aspetto in Accademia
Francesco Pattarello
<==Segnala questo Post agli amici tramite mail ...... e anche su Facebook ==>



accidenti ogni volta che passo per il vostro blog trovo un articolo nuovo e stimolante…
ma volete proprio viziarci
grazie e continuate così
Ciao Francesco.
Innanzitutto complimenti per l’articolo.
Spesso mi capita, al mattino alle 7 e 20, di ascoltare alla radio le previsione del tempo da parte del Prof. Furia, direttore del Centro Geofisico Prealpino di Varese. Oltre ad essere abbastanza precise le sue previsioni, il Professor Furia è un vero ottimista. Spesso, oltre ad invitare a “pensieri positivi nonostante il meteo”, butta li delle citazioni. Una di quelle che ricordo spesso con piacere recita:
“Tutti sanno che vi sono delle cose impossibili da inventare fino a che arriva qualcuno che non lo sa e la inventa!”
Un cordiale saluto,
Giovanni.