Confessione di un ritardatario!
Ciao, oggi parliamo dell’importanza di gestire bene il tempo… il famoso Time Management che è l’argomento del nostro Corso N.07.
Prima però devo fare delle scioccanti rivelazioni e confessarti un mio “peccato temporale”.
Ebbene si… anche io che mi candito a parlarti di come organizzare meglio il tempo devo confessarti che, proprio recentemente, ho ritardato e l’ho fatto più vote di seguito!
Per questo sono stato punito e ho pagato un “prezzo” sia economico che emotivo, ma sono contento e avverto un senso di giustizia in tutto questo, di cui ti voglio parlare…
Beh, dopo questo sconcertante annuncio, sei pronto ad ascoltare ciò che ho imparato da questa “dolorosa” vicenda?
Definire bene cosa sia “gestire il tempo” è forse il primo passo per imparare a farlo e quindi iniziamo velocemente da qui.
Molti pensano che si tratti di essere più organizzati, avere un’agenda ed essere puntuali agli appuntamenti… e sicuramente queste sono cose importanti e utili.
Proprio parlando di “cose importanti” però, dobbiamo dire che il cuore psicologico della gestione del tempo nella sua forma più moderna ed evoluta, riguarda qualcosa di più “filosofico” per quanto poi abbia comunque ricadute molto pratiche e concrete.
Questo concetto “filosofico” riguarda proprio la definizione di cosa sia importante e cosa lo sia meno o addirittura cosa non è per nulla importante (marginale).
Come ben sai le ore sono sempre 24 e ogni ora ha sempre 60 minuti, per cui non è questione di imparare ad avere più tempo… ma bensì ad usarlo meglio e cioè imparare a dare la priorità alle cose importanti per noi.
Una persona che sa gestire il suo tempo non ha più tempo delle altre persone, ma ne dedica una percentuale maggiore alle attività che ritiene importanti e riesce a fare molte cose con abbastanza anticipo rispetto alle scadenze.
Ora arriviamo al punto di questo articolo: possiamo sempre decidere noi l’importanza delle cose?
Siamo sempre liberi di decidere che una cosa non la riteniamo importante e quindi la facciamo in “ritardo” perché diamo priorità ad altre cose?
Una persona completamente libera e “padrona del suo tempo” forse potrebbe decidere completamente della sua agenda ma come esseri umani inseriti in un contesto di relazioni sociali e professionali, ognuno deve rispettare anche le priorità degli altri.
Questo, paradossalmente, è tanto più vero per i “liberi professionisti” (che quindi tanto liberi non sono) come me, che hanno dei clienti a cui offrono i loro servizi: la morale semplice e unica è che sono i clienti a poter decidere la scala di priorità, a meno che loro stessi non ci autorizzino a farlo autonomamente.
Recentemente ho commesso un “errore ingenuo” ma non meno grave. Ho arbitrariamente valutato che non era importante se fossi arrivato 10-15 minuti in ritardo a degli appuntamenti (parzialmente) giustificato dalla distanza e dalla logistica del posto che dovevo raggiungere.
Dentro di me pensavo: << anche se arrivo 15 minuti dopo, la passione che profondo nel lavoro, la possibilità di recuperare il tempo gestendo le pause… mi permette di fare bene il mio lavoro anche se inizio a farlo 15 o addirittura 30 minuti dopo!! L’importante è la qualità del mio servizio e non se inizia alle 9 o alle 9.30 >>
Non serve essere filosofi per capire che il discorso aveva un senso, che in un mondo “moderno” e orientato ai risultati l’importante è raggiungere l’obiettivo e non a che ora cominci a raggiungerlo, eppure devo ammettere che mi sbagliavo.
Il mio errore non è stato fare questa valutazione, che ritengo giusta e praticamente incontestabile, visto che poi all’atto pratico le persone che mi aspettavano erano contente di iniziare un po’ dopo e il lavoro è andato benissimo… ma l’errore grave è stato quello di non concordare questa valutazione con il mio cliente, ovvero con chi organizzava il corso!
Se anche il mio “datore di lavoro” fosse stato d’accordo non c’erano problemi: tutti contenti, massima qualità, minor sforzo e “vittoria per tutti”…. eppure così non era!!
Per validi motivi, che ho capito solo dopo, quei 15 minuti erano molto gravi, non in assoluto ma in relazione al fatto che fossero l’inizio del corso, nel senso che poi all’atto pratico fare una pausa di 15 minuti più lunga a mezza mattinata non sarebbe stato un problema!
Insomma, a causa di questi piccoli ritardi sono stato “punito severamente” e ho seriamente rischiato di compromettere definitivamente il mio rapporto decennale con questo cliente molto importante, con il quale tutto il resto fila a gonfie vele.
Allora qual è la morale? Che dobbiamo imparare a gestire le priorità, possiamo valutare noi quali sono le cose importanti, ma dobbiamo farlo in modo “ecologico” cioè coinvolgendo tutte le parti in gioco e trovando una soluzione condivisa!
Facile o difficile? Alle volte è semplice altre volte meno ma è sempre possibile se ci ricordiamo che qualsiasi sia la nostra professione, lo scopo è aiutare i nostri clienti a fare quello che per loro è importante!!
Sono gli artisti che per lavoro fanno ciò che è importante per loro stessi e basta!
E tu? Sei puntuale perché lo sei sempre (magari creandoti dello stress e facendolo anche quando alla fine non è così importante) oppure sai usare una puntualità flessibile e negoziata?
Se vuoi imparare a gestire meglio il tempo e vivere con meno stress ti può essere fondamentale il nostro Corso n.07 del programma dell’Accademia e puoi iscriverti anche adesso partendo con il Corso N.01 a solo 1€.
Alla prossima settimana
Sebastiano Todero
P.S. Alla fine il mio cliente è stato più intelligente di me
e pur avendomi “multato severamente” per i miei ritardi ha capito la mia buona fede e apprezzando molto il mio lavoro ha deciso che il nostro rapporto di collaborazione continuerà. Di questo la ringrazio!
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Hello Sebastiano!!!
provare x credere
Vero hai ragione. L’ideale e giusto sarebbe essere ecologici con tutti, solo cosi’ mente-cuore-viscere sono allineati e tutto va a gonfie vele senza “contrasti emotivi”.
Io devo imparare molto, perché putroppo ancora non riesco a gestire alcune “questioni professionali” in maniera totalmente ecologico, perché se così facessi “demolirei” i miei interessi. Io non voglio ottenere i miei interessi a discapito di nessuno, ma a volte come dici te è necessario se non opportuno cercare la “mediazione”, o quanto meno essere corretti ed onesti con tutti, anche se avolte ciò puo’ portare apparentemente ad essere “duri” con la controparte perché si dice in “faccia” la verità, e anche se puo’ sembrare doloroso, alla fine è il danno minore e magari usando un po di tecniche di comunicazione, chissà che no si ottenga anche un bel compromesso a metà!!!!
Vincenzo
Ciao Vincenzo
Non ti preoccupare se ancora non sei sempre perfetto!!
La strada del miglioramento è lunga e dopo tanti anni mi accorgo che “pensavo di essere migliore proprio quando ho iniziato a migliorarmi”…
Oggi che forse sono un pò migliore di 15 anni fa… inizio a capire che sto solo iniziando a migliorare veramente!
Quindi caro mio… siamo in buona compagnia e andiamo avanti sempre
Con affetto
Sebastiano