Stress da … ansia nel lavoro.
Ciao.
Il 16 febbraio si è svolta la ‘XI Giornata nazionale di informazione sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro’. In questa occasione l’Ispels (Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) ha presentato un rapporto da cui è risultato che sono quattro milioni gli italiani che si ammalano o soffrono per colpa del lavoro.
La sfida da affrontare è prevenire non solo gli infortuni, ma anche i disagi psicologici derivanti da condizioni lavorative vissute sempre più come stressanti.
Ma quante sono le persone veramente soddisfatte del proprio lavoro? E’ possibile crearsi un’attività che sia profittevole ma anche appassionante e divertente? Noi pensiamo di si e a questo argomento l’Accademia ha dedicato un intero corso, il corso nr. 11 del programma.
Tornando all’Ispesl, dallo studio in questione è emerso che
… dalla percezione di essere stressati, di non reggere ritmi sempre più pesanti, di essere sottovalutati o di non essere all’altezza dell’incarico svolto, possono nascere disagi e fastidi psicologici.
Questo non dipende solo dal fatto di avere o meno un posto fisso o un contratto a tempo indeterminato. Tra i malati di lavoro c’è anche chi non fa carriera, chi si ritiene vittima di soprusi da parte del datore di lavoro, chi si sente vittima di mobbing, chi si trova a dover svolgere una mansione diversa da quella per cui ha studiato per anni, etc …
A questi poi si aggiungono poi i precari, spesso costretti ad accettare anche condizioni capestro pur di avere un minimo di salario.
Ecco alcuni numeri pubblicati dall’Ispesl: dieci milioni di lavoratori percepiscono il proprio lavoro come un fattore di rischio per la salute; tra questi, 8 milioni e 706mila rilevano fattori di rischio per la salute fisica, mentre 4 milioni e 58mila vedono anche il proprio equilibrio psicologico messo a rischio dall’attività lavorativa. Oltre 2 milioni e 797mila, inoltre, individuano nel lavoro le cause dei propri problemi di salute.
Le fasce di età più esposte al rischio di sofferenze di natura psicologica risultano essere quelle tra i 35 ed i 44 anni. I problemi psicologici derivanti da condizioni di lavoro stressanti hanno anche un forte impatto economico per tutta la comunità. Infatti lo stress causa spesso l’assenteismo che in tutta l’ Unione europea ha un costo sociale che si aggira intorno ai 20 miliardi di euro.
“Il ritmo di lavoro è stressante, siamo nella società dei turni di 24 ore” - spiega Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento medicina del lavoro dell’Ispesl – e a rimetterci è la salute mentale; questo fenomeno ormai rappresenta un’emergenza sociale. Basti pensare che una persona su quattro attraversa, almeno una volta nella vita, un episodio di depressione importante, che richiederebbe un intervento specialistico”.
La depressione e lo stress non sono gli unici rischi. Ci sono anche gli attacchi di panico, le fobie e l’ansia.
Si tratta di sintomi che impediscono di affrontare serenamente qualunque attività, non solo quella lavorativa, e che possono ridurre la motivazione a migliorarsi concretamente.
Gli obiettivi principali dell’ iniziativa dell’Ispesl sono: una migliore consapevolezza del valore delle persone impiegate in azienda; coinvolgere dipendenti e datori di lavoro in azioni per migliorare il benessere lavorativo e per il miglioramento organizzativo ed economico dei risultati aziendali; diffondere buone pratiche al lavoro e stili di vita sani.
Questa è una vision importante su cui ci si gioca la stabilità del sistema sociale. Noi dell’Accademia abbracciamo e approviamo questa vision e riteniamo che sia importante prevenire certi rischi prima che sia davvero necessario ricorrere a medici e psicologi.
Per alcuni si tratta di imparare a svolgere il proprio lavoro con maggiore serenità ed efficacia. Per altri invece potrebbe essere utile scoprire le proprie più profonde passioni per trasformarle in una professione vera e propria.
Naturalmente ci sono delle azioni da fare e delle abilità da apprendere per prevenire i rischi di cui sopra e per realizzare gli obiettivi di una vita equilibrata e soddisfacente: alcune di queste attività possono essere determinanti e puoi iniziare gratis a impararle da QUI
A presto
Francesco Pattarello
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