Stress da brutte notizie.
Ciao.
Ti sei mai accorto di come nei notiziari in genere ci sia una prevalenza di cattive notizie?
L’effetto di questo tipo di notizie sul pubblico è quello di scatenare emozioni come ansia, paura, indignazione, rabbia e peggio ancora … odio :-( .
Ci tengo subito a precisare che qui non si mette assolutamente in discussione l’importanza e l’utilità di una corretta informazione che permetta alle persone di farsi un’opinione personale su ciò che accade nel mondo e nella società, ma è anche necessario che certe notizie vengano riportate con l’obiettivo di educare e informare senza creare panico inutile.
Purtroppo non sempre questo accade e per questo è importante sapere come ‘prendere’ certe notizie. In Accademia iniziamo proprio dal Corso n.01 (accessibile ad 1 €) a sviluppare un approccio ottimista alla vita, ma anche realista, che cioè non nega di certo l’esistenza di brutte notizie e tragedie ma vuole garantire una sorta di “ParCondicio mentale” con il lato positivo della stessa realtà.
Oggi invece ti vorrei parlare di come troppe cattive notizie (dalla crisi ai razzi in medioriente) possano suscitare emozioni perniciose nelle persone… e non lo dico solo io ma anche Papa Ratzinger.
Pochi giorni fa Benedetto XVI ha parlato proprio di questo problema mettendo in guardia sul modo in cui ci si approccia a certe notizie negative che ogni giorno entrano nelle nostre case attraverso i media.
La notizia di un furto, rapina, omicidio, rapimento, strage dinamitarda, disastro ambientale, una bomba, etc … catalizza l’attenzione delle persone perché tende ad attivare la nostra originaria risposta di allerta nei confronti dei pericoli.
Milioni di anni fa l’uomo viveva nelle caverne e cacciava nei boschi … in quei tempi antichi e “duri” entrare rapidamente in uno stato di allerta o addirittura predisporsi alla lotta, non appena si udiva un rumore o segnale di pericolo, poteva significare la salvezza di sé e della specie.
Voglio dire, in epoche in cui un grosso felino poteva essere intenzionato a ‘pranzare con noi’
l’adrenalina e lo stress nel corpo erano utili o all’attacco o alla fuga!
Ma al giorno d’oggi è difficile incontrare qualche belva per la strada (so che stai pensando a quella belva della tua vicina di casa
), in un centro commerciale o in ufficio; molti pericoli non ci sono più e quindi sarebbe meglio imparare a vivere in modo più sereno e rilassato.
Nonostante tutto e benchè siamo tentati dal pensiero “si stava meglio una volta”… la società post-industriale in cui viviamo è decisamente più sicura di quelle che l’hanno preceduta, eppure …
Quasi inevitabilmente la locandina di un giornale locale che maggiormente cattura la tua attenzione è quella che riporta qualche brutta notizia: infatti sapere che nel tuo quartiere qualche tuo vicino di casa ha ricevuto la visita dei ladri, può farti venire una certa ansia e la continua litigiosità televisiva di politici e opinionisti, crea decisamente stress.
E’ giusto essere informati, sulla sicurezza, sull’economia, ecc. fosse solo per poter eventualmente prendere delle decisioni e dormire tranquilli… ma poi effettivamente la gente riesce a dormire tranquilla?
Benedetto XVI parla di assuefazione e dice che è pericoloso diventare insensibili alle cattive notizie come se certe cose fossero normali. E’ importante quindi non essere dei semplici spettatori di cattive notizie ma cercare di essere attori nel migliorare le cose.
E per migliorare le cose nel nostro ambiente è necessario prima farlo interiormente, nei nostri pensieri e nell’atteggiamento con cui accogliamo i segnali che ci arrivano dal mondo esterno: è giusto sapere che certe cose accadono, ma è anche importante non generalizzarle come se accadessero solo queste.
Ed è questa la pericolosa generalizzazione che spesso facciamo: il fatto che il notiziario riporti brutte notizie per il 90% della sua durata non vuol dire che il 90% di ciò che accade nel mondo sia brutto. Il fatto che nel mondo ci siano ancora guerre, non vuol dire che il mondo sia un intero campo di battaglia e che ci siano terroristi dappertutto. E’ sicuramente brutto che l’influenza A abbia fatto alcune vittime, ma è anche importante che questa notizia venga ben contestualizzata spiegando in quali condizioni questo è avvenuto, come dobbiamo agire per cautelarci e qual è la reale e concreta probabilità che un’influenza possa essere veramente letale.
In generale è importante che le persone imparino un approccio più ‘ottimista realista’ nei confronti delle notizie negative che arrivano dal mondo esterno: si tratta di filtrare queste informazioni, di imparare a contestualizzarle dando loro il giusto peso: ne sminuirle ne esasperarle.
Quindi, più che accettare passivamente certe notizie e preoccuparsene troppo, può essere invece utile diventare attori ‘attivi’ :) per accoglierle serenamente ma con la giusta dose di ottimismo, soppesarle serenamente, agire serenamente e continuare a vivere serenamente.
Il programma dell’Accademia ti fornisce parecchi strumenti utilissimi per diventare parte attiva in questo… e ed ecco una buona notizia: puoi iniziare subito con solo 1 €.
A presto
Francesco Pattarello
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