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Stress? Si ma a solo se veramente “Esclusivo”…

Ciao.

Potrebbe sembrare che qui si parli sempre male dello stress.
Probabilmente sai già che esistono due tipi di stress: distress (stress cattivo) ed eustress (stress buono).
Ne parliamo diffusamente in Accademia per imparare a gestire le situazioni che creano distress , magari aumentando i momenti in cui ci può essere utile entrare nella modalità eustress.

Ma al di là delle definizioni, c’è un fenomeno di cui non tutti sono consapevoli e di cui voglio renderti partecipe.

Ti è mai capitato tornare dall’ufficio stanco e nervoso e di dire tra te e te: “Che giornataccia! Ma almeno stasera posso rilassarmi e divertirmi con la mia famiglia!” ?

Quello che è successo è che probabilmente in ufficio, magari anche se fai un lavoro che ami, hai sbattuto la testa contro un problema che in quel momento ti è sembrato irrisolvibile o molto complesso. E più ti scervelli, e più la soluzione ti appare lontana. Capita, no?
Poi sei uscito dall’ufficio, e probabilmente senza esserne pienamente consapevole, è avvenuta in te una trasformazione istantanea a livello fisico e mentale: sei uscito dal ruolo di lavoratore e sei entrato nel ruolo di essere umano che vuole godersi la serata in famiglia o con gli amici.

Insomma,  è come se mettessi quel problema nel cassetto … quella sera ti diverti … e il giorno dopo rientri al lavoro e riprendi lo stesso problema ma con un atteggiamento diverso … magari trovandone una rapida soluzione soddisfacente a cui prima proprio non avresti pensato.

Pur troppo spesso questo fenomeno accade spontaneamente. Dico “purtroppo” perché non sempre siamo consapevoli di come esso accade e questo ci impedisce di riprodurlo a nostro piacimento quando ci serve.

Ecco una cosa importante che devi sapere:  il distress, quello che davvero ci “rovina” e ci impedisce di sfruttare al meglio delle nostre risorse, è sempre e comunque “situato”, ovvero possiamo contestualizzarlo e limitarlo sotto due punti di vista: il tempo e le aree della vita.

Se l’area professionale ci stressa con problemi che appaiono irrisolvibili, possiamo rigenerarci nelle altre aree della vita in cui le cose vanno bene. Anche il lavoro ne trarrà beneficio. Quando poi otteniamo un successo nell’area professionale, possiamo temporaneamente portarci questa soddisfazione e godercela, ad esempio, anche nell’area privata.

Ecco una cosa sbagliata che rischiamo di fare: dopo una giornata di “stress professionale”, andiamo a casa e parliamo (o continuiamo a pensare) dei problemi di lavoro. In realtà parlarne ci da l’illusione di scaricare la tensione… ma non solo non stiamo facendo nulla di concreto per risolverli ma anzi, stiamo facendo un doppio errore: primo aumentiamo lo stress creando l’illusione che le aree della vita siano tutte unite e indistinte (problemi al lavoro–> problemi in casa), secondo non permettiamo alla nostra mente di avere la sua dose di “gioia e relax” necessaria il giorno dopo per affrontare concretamente i problemi.

Insomma, un “dogma” dell’Ottimismo Realistico è che le faccende di ogni Aree della vita dovrebbero essere considerate sempre Esclusive dell’Area in cui capitano e mai Pervasive di tutta il resto, altrimenti andranno ad “infettare” tutti il resto.

Per infettare aree della vita felici intendo ad esempio che ci si porta a casa il nervoso dell’ufficio, e magari si rischia di litigare con il coniuge rovinando una serata, se non, alla lunga un matrimonio; oppure viceversa, viviamo una vita privata poco soddisfacente e questo influisce negativamente anche sul lavoro, o su altre aree. Mai successo?

Esclusività e Pervasività sono due concetti dell’Ottimismo Realistico che, se adeguatamente usati a nostro vantaggio, possono cambiarci la vita in meglio.

Ogni settimana molte persone iniziano a scoprire i benefici dell’Ottimismo Realistico, investendo solo 1€ e frequentando il nostro Corso N.01con una Iscrizione in “prova” per poi decidere liberamente se continuare.
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A presto
Francesco Pattarello

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  1. letizia
    Gennaio 26th, 2010 at 19:51 | #1

    Ciao!
    Trovo utili questi articoli perchè ti insegnano a notare concetti così importanti nella vita di tutti i giorni, e secondo me questo è un ottimo modo per impararli.
    Sto imparando a guardare la vita con altri occhi.
    Ad esempio ieri ho litigato con una collega, ma poi la sera mi sono ricordata di quello che avevo letto qui sull’esclusività e questo mi ha permesso di distinguere tra lavoro e vita privata.
    Insomma per la prima volta sono riuscita a non avvelenare la vita privata con i problemi di lavoro.
    Beh, ho passato la serata in totale relax con il mio compagno, e poi la mattina quando sono ritornata al lavoro non solo ero più tranquilla, ma anche ho preso il caffè con quella collega ed abbiamo fatto pace.
    Grazie
    Letizia

  2. Gennaio 26th, 2010 at 20:46 | #2

    @letizia
    Cara Letizia,
    mi fa piacere che tu abbia capito lo scopo di questi articoli: imparare ad applicare nella vita di tutti i giorni quelle strategie semplici ma utili al nostro benessere.
    Quando ti ricapita, condividi con noi la tua esperienza, sarà utile anche agli altri lettori.
    A presto

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