Stress da … ” ma tu fumi!? ”
Ciao.
Da tempo é aperta la ‘caccia’ al fumatore.
Ormai chi vuole fumare deve stare fuori al freddo o viene relegato in una fumosa sala ‘fumatori’, talmente fumosa che nemmeno i fumatori la sopportano. In America fumare è ormai considerato ‘fuori moda’.
Insomma, anche culturalmente, non solo clinicamente, ci si è accorti che il fumo nuoce alla salute ed al benessere.
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Ma cosa c’entra il fumo? Purtroppo sembra che ultimamente ci sia una pericolosa inversione di tendenza…
Quando una persona è stressata cerca di trovare sollievo in qualche modo e di modi per alleviare lo stress l’essere umano ne ha trovati molti; il fumo non è né il peggiore né il migliore.
Ma, come tutti gli altri apparenti ‘rimedi’, si tratta di un rimedio temporaneo, che combatte il sintomo, ma di sicuro non ne elimina le cause più profonde, anzi, nel lungo termine, rischia di amplificarle.
Infatti è ormai scientificamente provato che il fumo crea dipendenza e nuoce gravemente alla salute.
Purtroppo leggevo qualche giorno fa su Repubblica che sembra che la crisi, e le conseguenti preoccupazioni per il futuro, per le prossime rate del mutuo, la perdita del posto di lavoro, difficoltà lavorative e finanziarie, etc … spinga le persone a fumare di più o a riprendere a fumare.
Infatti è aumentato il numero di persone che ci ricadono.
Sarebbe da chiedersi: ma come fa uno che ha perso il lavoro a spendere di più in sigarette? Beh, sempre da questa indagine, pare che ci sia stato un ritorno delle sigarette di contrabbando: costano di meno, quindi c’è la possibilità di fumare di più.
Leggevo anche che molte droghe, come la cocaina, sono diventate più economiche rispetto ad anni fa e quindi maggiormente alla portata di molti. O sono diventate più convenienti perché il consumo è aumentato? Sta di fatto che tutti, in un modo o nell’altro, si cerca di combattere lo stress.
C’è chi si limita a combatterne il sintomo e però ne ottiene un sollievo temporaneo, e magari cadendo vittima di una dipendenza più o meno seria.
C’è chi non è stressato, o pensa di non esserlo.
Ricorda che il fumo non è altro che un modo “complicato e dannoso” di rilassarsi e gestire il proprio stato d’animo ma l’effetto rilassante non deriva certo dalla nicotina o altro ma bensì dal modo particolare in cui respiriamo (il ritmo inspirazione-espirazione) mentre si fuma.
C’è infine chi non aspetta di essere stressato per correre ai ripari, ma lavora su se stesso a 360° in modo solido e concreto, persegue un benessere equilibrato, costruendolo su fondamenta sane e profonde. Un modo per fare questo è l’Accademia dei Miglioramenti, costa meno di un pacchetto di sigarette al giorno, e puoi iniziare con solo 1 €.
Tra 1 anno non solo avrai fumato almeno 7300 sigarette in meno ma anche sarai più…scoprilo ora!
A presto
Francesco Pattarello
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Caro Francesco, tutto questo lo scrivi perchè l’hai letto o per esperienza di qualche tuo familiare che fuma, e vorrebbe smettere?
Comunque è un argomento molto interessante e a mio avviso da approffondire sempre di più, considerando il fatto che del fumo se ne parla ma non ancora sufficentemente.
Se poi si considera il “fumare “un filassare , non lo è, è soltanto un fattore psicologico.
@stefano
Ciao Stefano,
conosco persone che vorrebbero smettere.
E persone che hanno smesso.
Naturalmente ci vuole impegno: e questo inizia dall’accorgersi che c’è un fattore
psicologico che spinge ad allontanarsi dalla situazione di stress con la scusa della sigaretta.
E, col tempo, quella fumatina diventa ‘la fuga dallo stress’, magari qualcuno si convince erroneamente che possa essere l’unico modo per rimediare allo stress,
ed ecco che nasce una dipendenza, perchè nella vita moderna lo stress c’è sempre
e c’è anche il tentativo di allontanarlo.
Ma ahimè il fumo è solo un rimedio temporaneo.
Buona serata!
Quando circa 35 anni fa, quando per l’ennesima volta decisi di smettere di fumare in media 30 sigarette al giorno, me ne andavo in giro per la strada “osservando” la gente che non fumava, perchè mi ero posto il problema “ma se uno cammina senza la sigaretta in mano, … dove mette le mani? le porta penzoloni. oppure in tasca, o altrove?
Poi, analizzando il mio interrogativo, mi resi conto che il problema non era il mio “vizio” del fumo, che confondevo con la “dipendenza” da nicotina (che ammessa la sua esistenza, gli studi medici dimostrano possa essere superata dall’organismo in capo a poche settimane, però molti ci ricascano anche dopo anni di non fumo), bensì anche il modo di respirare e forse qualcos’altro: appunto tutta la gestualità nel suo complesso).
Di qui in poi il mio percorso per smettre di fumare è stato più semplice e veloce, perchè solo a questo capii che invece avrei dovuto lavorare sul “modo di farmi percepire dagli altri”: è stato come aver trovato la mia CHIAVE DI VOLTA per una crescita personale che mi restituisse a me stesso.